Una notifica inutile

Sul serio, non aprirla.

Ciao! Se hai ricevuto questa e-mail, è perché ti sei iscritt@ alla mia newsletter, che esce quando c’ha voglia. Il punto è che è da un po’ che non ha voglia e quindi c’era un po’ di paura: e le performance? E la costanza? E i numeri, Anna, i numeri non li guardi? E i competitor, gli altri colleghi che postano sui social i loro successi. E tu cosa fai? Pensi che le altre persone si divertano a creare contenuti tutti i giorni? Pensi che i ghost writer di Salvatore Aranzulla siano felici di scrivere articoli lunghi lunghissimi per 15€ lordi contribuendo non solo al fatturato del suddetto, ma anche ad alimentare il mito che lui risolva tutti i problemi informatici del creato? Guess what persona-che-non-lo-sapeva, Babbo Natale non esiste e Aranzulla che conoscevi è morto anni fa, quando ha smesso di essere il giovane nerd di quartiere che ti aiutava a capire come cambiare skin per Winamp e ha cominciato a scrivere cose per la SEO e non per i veri esseri umani, che ormai controllano Wikihow, lo sanno tutti. E i giovani guardano YouTube e TikTok con i loro lifehack e stronzate varie. Ecco, Anna, pensi che queste persone siano contente di scrivere 20.000 battute ripetendo sempre gli stessi concetti come decerebrati per far capire a tua zia Teresa di Caltanissetta come ottenere le credenziali SPID? No che non lo sono, sono lavoratori sottopagati come i fottuti driver di Glovo che sbagliano sempre la fottuta via di casa tua perché il navigatore li manda sempre a fanculandia e tu devi stare lì al telefono mille ore a spiegare che stai accanto a una scuola guida e non hai nemmeno la patente ma anche se l’avessi non potresti comprare nemmeno un’auto perché quel giorno tu hai deciso di andare a vivere in una delle città più care d’Europa perché wow Milano una grande città tanti eventi ZONA ROSSA DI NUOVO VAFAFFOAFk e di lavorare sottopagata pure tu solo che nessuno dice poveri Content Creator, no, tutti lì a pensare a quelli che ti portano la pizza durante la pandemia però chi cazzo vi intrattiene mentre siete al cesso e dovete distrarvi perché siamo già al 15esimo lockdown o non dovete scrivere al vostro ex tossico? Noi! Anzi, loro, perché io non scrivo più da una vita perché sono impegnata a sentire la pressione del “e cosa scrivo ma quando ma perché volete che io scriva di questa cosa visto che non ne so abbastanza” senza superarla mai. E non dirmi che sto copiando il Social Media Manager di Unieuro perché è ‘na vita che scrivo così e non rompetemi ok che già la vita è piena di feed social in cui tutti quelli della tua bolla pubblicano puntualmente i loro format, le loro cosine e tu sei qua pensando ma siamo così pieni di notifiche e di voci ma che senso ha scrivere ancora? Molte penne che stimavo si sono ritirate perché hanno risposto “non ha senso” e boh, hanno fatto cose più interessanti, tipo si sono dedicate alla musica, no, smettila di guardarmi, ukulele, ho detto che un giorno imparerò, non ho specificato l’anno. Ma tu non devi fare le cose perché le fanno gli altri, Anna, tu devi fare ciò che ti senti CAZZATE, se non sentissimo la pressione social(e) perché pubblicare quelle foto, quegli stati, quei commenti, quelle storie tattiche? È finito il tempo in cui volevamo condividere genuinamente, ormai si studia ogni mossa. Che cos’è, quindi, questo, Anna? Perché hai disturbato 200 persone con una notifica con questa e-mail inutile? Per fare la Marina Abramović dell’Eurospin e farci riflettere su quante notifiche inutili riceviamo e quante ne apriamo convinti che potrà esserci utile e invece è il solito campanello dei social che ci dice “richiedo la tua attenzione!” o dell’ego dei vostri influencer del cuore che danno la loro ennesima non richiesta opinione sul fatto. E per quanto noi possiamo stimarli, arriva quel giorno in cui anche basta, sorè/fratè/definizionegenderlessè: anche meno. E quindi qual è l’equilibrio tra l’esserci ma non too much? Come possiamo evitare il burnout da internet senza usare l’hashtag #digitaldetox? Per scoprirlo seguite i miei prossimi post, ma non dimenticatevi di iscrivervi, attivare la campanellina, mettermi tra gli amici più stretti, tra i preferiti, tra gli eredi del vostro testamento e poi fai la giravolta e falla un’altra volta che è sempre un grande classico e dona, clicca subito, salva per dopo, chiudi il banner della privacy policy, accetta i miei cookie offerti in sacrificio per voi, aspetta! Non chiudere la finestra del browser, ti offro il 10% di sconto sul tuo prossimo ordine, ma solo se mi dici a che ora sei nat@, così posso controllare il tuo tema natale e vedere se sei compatibile con me prima di uscire insieme e uscire ancora e poi fare finta di non essere presi per poi finire in quelle dinamiche tossiche belle che ci piacciono tanto e poi sfogliare il catalogo delle app di dating e ghostare l@ pover@ malcapitat@. Insomma, questa e-mail è finita e non ha una call to action, potete chiuderla e cancellarla – ma prima acquista sub